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Santa Croce sull’Arno, gran finale della rassegna “Primo Tempo” con “L’arte colmava le distanze”

27 Maggio 2024

Il 30 maggio al Teatro Verdi saggio finale del laboratorio teatrale per adulti Achab promosso dal Comune e condotto da Diletta Landi per Giallo Mare Minimal Teatro


Santa Croce sull’Arno, 24 maggio 2024 – “Primo tempo”, la bella rassegna dedicata al teatro d’innovazione, che si tiene al Teatro Verdi di Santa Croce sull’Arnosi chiude con lo spettacolo del saggio finale del laboratorio teatrale per adulti Achab, promosso e sostenuto dall’amministrazione comunale di Santa Croce sull’Arno. “L’arte colmava le distanze” andrà in scena giovedì 30 maggio alle 21.15 con la regia di Diletta Landi e la drammaturgia di Diletta Landi e Beatrice Bonsignori.

Una corale biografia di Cristiano Banti e del variegato mondo intorno a lui, tra donne fuori dal comune, pittori rivoluzionari, l’arte e la bellezza. Nel solco dei festeggiamenti promossi dal Comune di Santa Croce sull’Arno per i 200 anni dalla nascita di Cristiano Banti, il laboratorio per adulti Achab si è messo sulle tracce del pittore, nato a due passi dal Teatro Verdi. La Villa Vettori Bargagli, o Villa di Poggio Adorno, che tutti i santacrocesi conoscono per il ricordo ancora vivissimo della Festa del Guerrini, è il luogo in cui tutto inizia: da lì prende le mosse il futuro di studi, di arte e di agiatezza, che attende Cristiano, grazie al continuo sostegno della Marchesa Maria Ottavia Vettori, a cui Santa Croce deve il palazzo ora adibito a Biblioteca e anche il suo teatro. L’intrigante storia di Banti si intreccia a luoghi e personaggi di un ‘800 toscano, ricco di eventi e mutamenti.

Seguendo il pittore da Santa Croce a Firenze, a Montemurlo, a Castelfiorentino, alle capitali d’Europa, gli allievi attori del laboratorio portano in scena una biografia solo a tratti romanzata, in una drammaturgia originale che cerca di mettere in luce le figure determinanti nella vita di Cristiano: la Marchesa, la moglie Leopolda, la figlia Alaide, musa di molti artisti, nonché i pittori più rivoluzionari del momento, quei macchiaioli di cui Banti sarà esempio e mecenate. Attorno a Banti troviamo la povera gente di campagna che abita le sue tenute di campagna, e anche le sue opere, e la ricca nobiltà fiorentina: l’artista si muove tra due mondi, con sguardo limpido ed onesto, lasciandoci un’eredità indescrivibile sia umana che artistica, un’arte che colma distanze di nascita e di censo.

Ingresso gratuito. Info: Giallo Mare Minimal Teatro 0571/81629 o via email a biglietteria@giallomare.it

 

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