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A Santa Croce sull’Arno una mostra per ricordare Peppino Impastato

7 Maggio 2022

E’ il 9 maggio 1978 quando a Cinisi, in Sicilia, Giuseppe Impastato muore a 30 anni; i pochi resti del suo corpo vengono trovati sui binari della ferrovia Trapani-Palermo, dilaniati da una carica di tritolo. “Ultrà di sinistra dilaniato dalla sua bomba sui binari” titoleranno il giorno dopo i giornali, qualcuno parlerà anche di suicidio, ma gli amici e la famiglia capiscono da subito che si tratta di un assassinio di mafia camuffato da atto terroristico.

Nato a Palermo il 5 gennaio 1948 da una famiglia mafiosa, sin da giovanissimo Peppino si è battuto contro la mafia, denunciandone i traffici illeciti e le collusioni con la politica. Nel 1977 fonda Radio Aut, e nella trasmissione Onda pazza denuncia i mafiosi e i loro sporchi affari, ed in particolare il capomafia Gaetano Badalamenti, lo zio Tano o, come preferiva chiamarlo Peppino “Tano seduto”, colui che, a distanza di oltre venti anni, sarà riconosciuto come il vero responsabile della morte di Peppino, il vero mandante della sua uccisione. In tutti questi anni Giovanni e Felicia Bartolotta, rispettivamente fratello e madre di Peppino, si sono battuti per ricercare la verità ed ottenere giustizia per Peppino. I depistaggi nelle indagini hanno reso difficile la ricerca della verità, e solo nel 1984 viene riconosciuta la matrice mafiosa del delitto, attribuito però ad ignoti fino all’11 aprile 2002 quando Gaetano Badalamenti viene condannato all’ergastolo.

Per ricordare questa giornata di 44 ani fa, per ricordare Peppino e tutte le vittime di mafia, da lunedì 9 maggio all’interno della Biblioteca Comunale “Adrio Puccini” sarà allestita la mostra Peppino Impastato. Ricordare per continuare. Si tratta di una mostra che attraverso immagini fotografiche ripercorre la vita di Peppino, dalla sua nascita al suo impegno politico e culturale, da Radio Aut alla lotta della madre Felicia per un’altra Sicilia.

La mostra è stata realizzata da NO MAFIA Memorial, uno spazio multimediale aperto nel centro di Palermo per far conoscere il fenomeno mafioso, un laboratorio dove far nascere nuove idee e nuove pratiche di liberazione dalla mafia e dalle complicità che l’hanno resa forte e impunita per troppo tempo.

“Educare i giovani alla legalità e alla memoria di coloro che meglio la rappresentano e diffondere i valori civili è un compito importante e può essere assolto utilizzando molti strumenti.” – sostiene Nada Braccini, Assessora alla legalità del Comune di Santa Croce sull’Arno – “Quest’anno abbiamo deciso di ricordare la figura di Peppino Impastato, del suo impegno politico e sociale, della sua voglia di giustizia per cui ha lottato durante tutta la sua breve vita, combattendo la mafia e cercando riscatto proprio a partire dalla famiglia in cui era nato”
“Il 9 maggio è una ricorrenza triste per lo Stato italiano” – dichiara la Sindaca Giulia Deidda – “perché nello stesso giorno sono stati ritrovati il cadavere di Aldo Moro, sequestrato il 16 marzo e ucciso dalle Brigate Rosse e quello di Peppino Impastato ucciso dalla mafia. Due omicidi con un forte valore simbolico che hanno contribuito, seppur in ambiti diversi, a dare una svolta importante alla storia del nostro paese. Ed è proprio la storia che i giovani devono conoscere e con la storia i diritti, le libertà e la giustizia sociale, tanto cara a Peppino Impastato”.

Santa Croce sull’Arno, 7 Maggio 2022
Fonte: Ufficio Comunicazione Comune di Santa Croce sull’Arno

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