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COMUNE DI SANTA CROCE


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CONTENUTI

Comune di Santa Croce

Ormai senza limiti la furia iconoclastica del centro-destra santacrocese



La furia iconoclastica di un centro destra santacrocese in evidente astinenza di idee e proposte politiche, ormai non conosce più limiti.
Dopo aver denigrato la costruzione della nuova sede di PO.TE.CO. (una realizzazione decisiva per il futuro delle concerie) e la riapertura degli ex Canottieri (un'operazione strategica nell'ambito del rilancio del centro storico) i nostri oppositori hanno pensato bene di mettere sotto accusa il progetto regionale (e statale) di recupero della Via Francigena, inventandosi, per quanto riguarda la parte che interessa il nostro territorio, chissà quali losche manovre, insanabili conflitti d'interrese, tornaconti personali e quanto di peggio si può pensare.

Andiamo con ordine.
Il 16 febbraio 2008, il Vescovo di San Miniato, con un proprio provvedimento, affida alla Storica Compagnia dei Cavalieri del Tau, "riconfermata secondo i suoi statuti originari, il compito di accompagnare e promuovere iniziative in ordine alla rivitalizzazione della Via Francigena nel tratto di percorrenza sul territorio diocesano, quale strada di pellegrinaggio ai luoghi santi della fede".
In attuazione di questo incarico, il 26 giugno 2009, la Compagnia, al pari di quello che sta facendo in altri Comuni, presenta un'osservazione alla variante generale al Piano Strutturale di questo Comune (che peraltro già individua e disciplina il tracciato dell'ex strada come invariante strutturale) ritenendo "utile rimarcare l'importanza della futura valorizzazione e rivitalizzazione della Via Francigena anche sotto l'aspetto spirituale, coinvolgere e invitare al tavolo di confronto le Associazioni che operano per gli stessi obiettivi e demandare al Regolamento Urbanistico gli approfondimenti e la regolamentazione dei modi di intervento. Fra questi la individuazione di forme per ritrovare anche gli spazi per l' "accoglienza povera", nella tradizione dei pellegrini del medioevo. A ciò potranno sopperire gli interventi pubblici, ma potranno essere ritrovati anche modi di convenzionamento con le Associazioni o con i privati".
Le motivazioni di questa osservazione sono ben spiegate nell'intervista a Alessandro Valiani, neo Gran Cancelliere della Compagnia nonché Assessore di questo Comune, pubblicata il successivo 15 luglio sul settimanale diocesano, dove si afferma "per il futuro stiamo lavorando ad un progetto articolato su vari livelli da quello religioso, a quello storico, culturale e urbanistico, diretto alla rivitalizzazione della Via Francigena tramite il recupero delle strutture diocesane e parrocchiali presenti lungo l'antico tracciato, per favorire l'accoglienza povera dei pellegrini".
Infine, il 21 settembre scorso, il Comune di Santa Croce sull'Arno, tenuto conto di quanto ha nel frattempo stabilito la Regione Toscana, presenta una richiesta di finanziamento regionale per 75.000 euro, per la realizzazione di un progetto che prevede "il ripristino e la messa in sicurezza, con caratteristiche di ippovia (in considerazione dell'esistenza in loco di numerosissimi allevamenti equini e maneggi), dei due tratti del'antico tracciato viario che interessano il territorio comunale (l'uno nella zona tra Galleno e Staffoli, l'altro in prossimità del capoluogo) con realizzazione di un punto di accesso e di un'area di sosta attrezzata".
Il tutto al fine di perseguire quella valorizzazione del comprensorio delle Cerbaie dal punto di vista ambientale e turistico- ricettivo e per il tempo libero attraverso la rivalutazione economica delle risorse storico-architettoniche e paesaggistiche locali che è al centro dei nostri programmi per quella parte del territorio comunale.
Cosa c'è di riprovevole in tutto questo? Quale conflitto esiste tra i programmi e i progetti di questa Amministrazione e il compito affidato da Mons. Vescovo ai Cavalieri del Tau? Perché bollare - come fa il centro destra - come interessi "ben più terreni che di fede" il desiderio di recuperare le strutture diocesane e parrocchiali presenti, non nel nostro territorio, lungo la Via Francigena? Quali sono i motivi "etici e di trasparenza" in base ai quali un assessore comunale non dovrebbe ricoprire un incarico assolutamente onorifico in un'Associazione che non ha scopi di lucro, che ha a cuore la valorizzazione del patrimonio storico religioso e il cui statuto è approvato addirittura del Vescovo?
Ma sopratutto: si ha presente da che pulpito viene la predica? Da quelle stesse forze politiche i cui esponenti regionali e nazionali risultano essere sempre più coinvolti in quella losca consorteria di affari e interessi illeciti (G8, terremoto in Abruzzo, mondiali di nuoto, scuola dei marescialli dei carabinieri a Firenze, ecc., ecc., ecc.) che la magistratura sta portando sempre più alla luce.
Per questo, parafrasando il Vangelo, verrebbe da rispondere loro "anziché ostinarvi a cercare un'inesistente pagliuzza nell'occhio degli amministratori di questo Comune, incominciate a pensare alle autentiche travi che impediscono di guardare al bene comune a tanti esponenti nazionali dei vostri partiti".
E sopratutto, smettere di infangare, per ragioni di miope opportunismo politico, tutto quanto si sta cercando di fare per il bene di questo nostro Comune.

IL SINDACO
(Osvaldo Ciaponi)

 

Santa Croce sull'Arno, 10 marzo 2010